
"Il prolungamento del Ki"
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L’utilizzo delle armi nella pratica dell’Aikido è un prezioso metodo di apprendimento perchè attraverso gli spostamenti del corpo ed i cambi di profilo, permette di mettere in relazione mani e piedi. Inoltre, tenendo un’arma tra le mani
l’aikidoka (sia esso un principiante o un’esperto) può visualizzare il prolungamento del proprio Ki che dal punto si espande alle mani, alla punta dell’arma stessa e oltre...
Per questo motivo è consigliabile un graduale uso delle armi nel dojo, partendo dal tanto che permette ad esempio di “visualizzare” i tagli in ushiro o la rotazione della mano che, costretta a portare il taglio della lama verso l’alto, porta in modo naturale uke fuori equilibrio. Senza contare che, con un’arma corta in mano, l’aikidoka prende confidenza con l’utilizzo delle armi.
L’aikiken (lo studio della spada) è l’elevazione della percezione, perchè le tecniche eseguite con la spada di legno (bokken), priva della tsuba (particolare questo che la differenzia dalle scuole di kenjutsu e kendo, non offrono sufficienti margini di errore entro i quali poter correggere il tempo di entrata o la postura. Per utilizzare la bokken, il praticante deve saper guardare dentro di sè e sentire fluire l’energia attraverso la sua arma che diventa immediatamente parte del suo corpo.
I principi che animano la bokken impongono nella pratica il giusto profilo, nel giusto tempo tecnico e con un giusto atteggiamento mentale. Non si contrasta l’attacco ma ci si volge direttamente al centro, nel vuoto che l’attacco ha creato, inserendo la parte di lama chiamata monouchi. Ed è questo vuoto il reale obiettivo della bokken, simulacro della più famosa katana.
L’utilizzo del jo è ancora più complesso: è un’arma molto lunga e può essere usata nella sua completezza (non esistono impugnature, lato tagliente e punta) e di tutta la sua superficie, dal punto di vista offensivo, vengono considerate ai fini dell’attacco le due estremità.
Anche il jo ha l’obiettivo di entrare in contatto con il centro e di proseguire con movimenti di penetrazione e questo il praticante lo realizza soprattutto attraverso i subu-ri e i kata.
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